Presidenza Trump: Troppo nazionalismo rischia di calpestare i diritti.

Gli Stati Uniti hanno scelto il loro nuovo leader già da qualche mese ma solo pochi giorni fa Donald Trump ha assunto ufficialmente la carica di quarantacinquesimo presidente. Le sue forti inclinazioni nazionaliste sono parse chiare fin dai primi comizi del neo-presidente che non ha certo aspettato troppe ore per far parlare di sé ritirando gli USA dal Tapp, un accordo di scambio con 11 paesi che si affacciano sul pacifico.  Molti temono che il biondo miliardario sarà fin troppo zelante nella sua politica di nazionalismo tanto da divenire una minaccia per i diritti dei cittadini.

Nel suo secondo atto ha ben pensato di smantellare la cosiddetta Obamacare, il piano di copertura sanitaria fortemente voluto dall’ex presidente Barak Obama che ammorbidiva le rigide regole assicurative per la sanità statunitense, rendendola di facile accesso a buona parte dei cittadini. A causa delle nuove direttive firmate da Trump però sono circa 20 milioni le persone si ritrovano a rischiare di perdere la copertura sanitaria, senza la quale ricordiamo che in America non si possono ricevere cure mediche.

Naturalmente il presidente Trump è stato eletto con coscienza da parte degli americani che sapevano quello a cui sarebbero andati in contro, o forse no? Siamo certi che il popolo a stelle e strisce abbia colto a pieno le conseguenze di tali idee? Forse non hanno ben compreso le reali ripercussioni che una politica di mentalità così ristretta potrebbe avere sui loro diritti.

Ma non è compito nostro giudicare a priori la presidenza Trump, soprattutto ora che è appena all’inizio, quel che però traspare è che gli americani si siano tirati un po’ la proverbiale mazza sui piedi da soli viste le numerose restrizioni a cui rischiano di andare in contro.

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