C’è ancora il diritto al lavoro in Italia?

Questa domanda ormai è quasi d’obbligo farsela. Il lavoro è un diritto che purtroppo sta venendo meno e che ha già mietuto molte vittime sia a livello finanziario che umano. Dunque cos’è il diritto al lavoro in Italia e come viene regolamentato?

il primo articolo della costituzione Italiana afferma che: “L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro” , questo passaggio, probabilmente il più importante della nostra costituzione, identifica il lavoro come base portante dell’intero paese. Il mezzo attraverso il quale si permette ad un individuo di essere una persona, capace di evolversi e di costruire il proprio futuro. Il lavoro in parole povere, permette di vivere.

Viene indicato come uno dei diritti fondamentali dell’uomo perchè con esso è possibile costruirsi una famiglia, una casa, essere qualcuno. Non si tratta quindi solo di portare a casa la pagnotta, ma di un’ affermazione personale e di un senso di realizzazione che sono fondamentali nella vita di ogni essere umano.

Il lavoro in Italia è regolamentato dallo Statuto dei lavoratori una legge redatta il 20 maggio 1970 la quale racchiude in sè buona parte delle norme che regolano i rapporti lavorativi fra dipendenti e datori di lavoro, i diritti e i doveri dei lavoratori, le rappresentanze sindacali e molto altro.

Fu indubbiamente una grossa rivoluzione che riconobbe ai lavoratori un ruolo fondamentale nell’ingranaggio della società concedendo loro i giusti meriti e relativi diritti. Diritti che purtroppo ad oggi non sembrano più essere tenuti in considerazione. Ci troviamo davanti ad una crisi come non se ne vedevano da tempo, aziende incapaci di produrre per le troppe tasse e i costi elevati di produzione, costrette a tagliare sul personale o a chiudere direttamente i battenti, e chi ne paga le conseguenze alla fine siamo tutti noi.

Finchè non cambierà la politica e il governo si deciderà a prendersi cura dei cittadini, la ripresa economica è ben lungi dall’essere imminente.

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